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Fondo perduto per ricerca e sviluppo: come funzionano gli Accordi per l’Innovazione 2026

Gli Accordi per l’Innovazione sono oggi uno degli strumenti più potenti per ottenere fondo perduto per ricerca e sviluppo in Italia. Non si tratta di un “semplice bando”, ma di vere e proprie intese negoziate tra imprese, Ministero e Regioni per sostenere progetti di R&S di grande dimensione e forte impatto tecnologico.

Di seguito trovi una panoramica completa: come nascono, come hanno funzionato le vecchie edizioni, cosa finanziano oggi e perché vale la pena considerarli nella strategia 2026.

Cosa sono gli Accordi per l’Innovazione

Gli Accordi per l’Innovazione nascono formalmente con il DM 24 maggio 2017 del (allora) MISE, che ha introdotto uno schema di agevolazioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di “rilevante impatto tecnologico”, finanziati attraverso il Fondo per la Crescita Sostenibile

Lo schema è stato poi aggiornato con il DM 31 dicembre 2021 e, più di recente, con il DM 4 settembre 2025, che ha ridefinito procedure e risorse e ha portato la dotazione complessiva dell’ultima edizione a 731 milioni di euro

L’idea di fondo è semplice:

  • il Ministero (oggi MIMIT) e le Regioni firmano un “accordo” con una o più imprese per sostenere progetti di R&S strategici,

  • in cambio concedono agevolazioni miste: fondo perduto per ricerca e sviluppo + finanziamento agevolato.

Come funzionavano le vecchie edizioni

Le prime versioni (2017–2021)

Nella versione originaria (DM 24 maggio 2017, poi aggiornata), gli Accordi per l’Innovazione finanziavano progetti di R&S con queste caratteristiche: 

  • valore minimo del progetto: in genere ≥ 5 milioni di euro;

  • attività ammissibili: ricerca industriale e sviluppo sperimentale;

  • obiettivo: nuovi prodotti, processi o servizi o miglioramento significativo di quelli esistenti;

  • forma dell’agevolazione: combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Con il decreto direttoriale 18 marzo 2022, il Ministero ha fissato termini e modalità per il primo sportello, aprendo alla presentazione delle domande dall’11 maggio 2022.

Gli sportelli 2022–2023

Nei cicli successivi:

In tutti i casi, lo schema rimane lo stesso: fondo perduto per ricerca e sviluppo + finanziamento agevolato, mirato a progetti tecnologicamente avanzati e spesso realizzati in partenariato tra più imprese e organismi di ricerca.

L’edizione 2025–2026: 731 milioni per R&S

Con il DM 4 settembre 2025, il MIMIT ha ridefinito le procedure e messo sul piatto 731 milioni di euro per i nuovi Accordi per l’Innovazione 2025, con domande presentabili dal 14 gennaio 2026 al 18 febbraio 2026.

Le risorse sono così ripartite: 

  • 530 milioni di euro per iniziative di R&S in specifiche aree (Allegato 2, prevalentemente manifatturiero e tecnologie abilitanti);

  • 201 milioni di euro per altre aree prioritarie (Allegato 3, in particolare digitale e telecomunicazioni).

I progetti devono:

    • riguardare ricerca industriale e sviluppo sperimentale,

    • essere finalizzati a nuovi prodotti/processi/servizi o a un notevole miglioramento di quelli esistenti,

    • concentrarsi sulle tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) allineate al Pillar II di Horizon Europe (green, digitale, industria, ecc.).

Chi può partecipare

Secondo le ultime disposizioni MIMIT, gli Accordi per l’Innovazione 2025 sono rivolti a:

  • imprese che esercitano attività industriali e di trasporto;

  • imprese artigiane;

  • imprese che svolgono attività ausiliarie alle precedenti;

  • centri di ricerca;

  • organismi di ricerca (università, enti di ricerca pubblici/privati).

Le imprese possono presentare domanda singolarmente o in forma congiunta, spesso con partnership complesse che coinvolgono più aziende e uno o più organismi di ricerca.

Che tipo di agevolazioni erogano: il mix “fondo perduto + finanziamento agevolato”

Le agevolazioni previste dagli Accordi per l’Innovazione assumono due forme principali: 

  1. Contributo diretto alla spesa

    • È il vero fondo perduto per ricerca e sviluppo:

      • finanzia una percentuale dei costi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale;

      • le intensità di aiuto possono arrivare, in combinazione con eventuali maggiorazioni, fino a circa il 60% per alcune PMI e tipologie di progetto (secondo quanto indicato da varie analisi tecniche).

  2. Finanziamento agevolato

    • Può coprire fino al 20% dei costi ammissibili del progetto, a tasso ridotto rispetto al mercato. 

Per gli organismi di ricerca, le FAQ MIMIT specificano che l’agevolazione è concessa solo come contributo diretto alla spesa (quindi solo fondo perduto):

  • 50% dei costi di ricerca industriale;

  • 25% dei costi di sviluppo sperimentale, con possibili maggiorazioni

Questo mix rende gli Accordi per l’Innovazione uno strumento estremamente interessante per chi cerca un fondo perduto per ricerca e sviluppo di importo rilevante, ma è disposto a gestire progetti complessi e multi-annuali.

Cosa finanziano in concreto

In sintesi, gli Accordi per l’Innovazione finanziano:

  • attività di ricerca industriale: studi, analisi, modellazione, sperimentazioni in laboratorio;

  • sviluppo sperimentale: prototipi, impianti pilota, test in ambiente operativo;

  • spese per personale di R&S, strumenti e attrezzature, contratti di ricerca con terzi, servizi di consulenza specialistica, materiali di consumo per le attività progettuali;

  • progetti legati a:

    • tecnologie digitali avanzate (AI, big data, cyber-physical systems);

    • tecnologie green e di decarbonizzazione;

    • manifattura avanzata, robotica, nuovi materiali;

    • telecomunicazioni e tecnologie abilitanti fondamentali (KETs).

L’obiettivo non è finanziare “piccoli upgrade”, ma progetti ambiziosi, con impatto sulla competitività dell’impresa e sul posizionamento tecnologico del Paese.

Perché sono strategici per le imprese (e quando hanno senso)

Gli Accordi per l’Innovazione sono particolarmente adatti a:

  • gruppi industriali, medie e grandi imprese che hanno in pipeline progetti di nuovo prodotto/processo superiori a 5 milioni di euro;  

  • PMI innovative che possono fare massa critica unendosi in progetti congiunti con altre aziende e centri di ricerca;

  • imprese che vogliono combinare l’Accordo con altri strumenti (es. Fondo di Garanzia PMI per il credito, incentivi fiscali per gli investimenti produttivi), costruendo un vero pacchetto di finanza agevolata per la R&S.

Rispetto ad altri bandi:

  • richiedono maggiore struttura (documentazione tecnica, piano economico dettagliato, partenariato);

  • hanno però il vantaggio di offrire percentuali elevate di fondo perduto per ricerca e sviluppo e di essere pensati per progetti che difficilmente troverebbero copertura in bandi più piccoli.

In pratica: come muoversi in vista dello sportello 2026

Con lo sportello 2025–26 che apre le domande tra gennaio e febbraio 2026, le imprese interessate dovrebbero: 

  1. Verificare la taglia del progetto

    • Se il progetto è sotto i 5 milioni, probabilmente esistono strumenti più adatti.

  2. Definire bene il contenuto di R&S

    • Il progetto deve contenere una quota significativa di attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, non solo investimenti in impianti.

  3. Costruire il partenariato

    • Coinvolgere fin da subito organismi di ricerca e partner industriali, chiarendo ruoli e costi.

  4. Lavorare sul concept tecnologico

    • Allineare il progetto alle tecnologie e aree di intervento indicate negli allegati del DM 4 settembre 2025 (manifatturiero avanzato, digitale, telecomunicazioni, ecc.).

  5. Valutare l’effetto cumulo

    • Incastrare il fondo perduto per ricerca e sviluppo degli Accordi con eventuali altri incentivi (regional, fiscali, garanzie) senza superare le intensità consentite.

Gli Accordi per l’Innovazione non sono il “classico bando da PMI”, ma uno strumento di sistema per chi vuole fare un vero salto di qualità in termini di ricerca e sviluppo.

Per imprese che stanno progettando nuovi prodotti, piattaforme digitali avanzate o soluzioni green-tech complesse, rappresentano oggi una delle vie più interessanti per ottenere fondo perduto per ricerca e sviluppo su progetti di medio-grande scala, con in più la leva di un finanziamento agevolato.

 

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