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Acquistare un nuovo macchinario, ampliare la produzione o digitalizzare uno stabilimento può aiutare un’impresa a crescere. Quando l’investimento richiede diverse centinaia di migliaia di euro, però, anche un progetto necessario rischia di essere rinviato.
Il nuovo bando Investimenti Sostenibili 4.0 nasce per ridurre questo peso. La misura mette a disposizione circa 448 milioni di euro per sostenere i programmi tecnologici, innovativi e sostenibili delle PMI del Mezzogiorno.
Le agevolazioni possono coprire fino al 75% delle spese ammissibili, ma con due strumenti differenti: una parte viene riconosciuta come contributo a fondo perduto e una parte come finanziamento agevolato a tasso zero.
La percentuale, tuttavia, non basta per stabilire se un progetto sia finanziabile. Contano la dimensione dell’impresa, la regione in cui sarà realizzato l’investimento, il fatturato, la tipologia di spesa e soprattutto il contenuto tecnologico del programma.
Una quota pari al 25% delle risorse complessive è riservata ai programmi presentati da micro e piccole imprese.
Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare un investimento presso un’unità produttiva situata in una delle regioni ammesse.
Alla data della domanda, l’impresa deve essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese. Deve adottare la contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati. Per le imprese individuali e le società di persone sono richieste almeno due dichiarazioni dei redditi.
L’impresa deve inoltre essere in regola con gli obblighi contributivi e con la normativa in materia di lavoro, sicurezza, edilizia, urbanistica e tutela ambientale.
Non tutte le attività economiche possono accedere automaticamente. Sono ammesse principalmente le attività manifatturiere e alcuni servizi alle imprese individuati dal decreto.
Il programma deve essere realizzato in un’unità produttiva localizzata in una delle seguenti regioni:
Non conta soltanto la sede legale dell’impresa. Il requisito territoriale riguarda l’unità produttiva nella quale viene realizzato l’investimento.
Un’impresa con sede legale in un’altra regione potrebbe quindi accedere alla misura se realizza il programma in un’unità produttiva situata in uno dei territori ammessi e rispetta tutte le altre condizioni previste.
Il programma deve prevedere spese ammissibili comprese tra 750.000 e 5 milioni di euro.
Esiste però un ulteriore limite: l’investimento non può superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato e depositato.
Per sostenere il progetto minimo da 750.000 euro, l’impresa deve quindi avere un fatturato di almeno circa 1,1 milioni di euro.
Questo controllo dovrebbe essere effettuato prima di costruire il piano degli acquisti. Un programma può rispettare la soglia minima del bando ma risultare comunque sovradimensionato rispetto al fatturato aziendale.
Investimenti Sostenibili 4.0 sostiene programmi destinati a produrre un cambiamento concreto nell’attività aziendale, come:
Tra le spese potenzialmente ammissibili rientrano:
Gli investimenti devono avere un elevato contenuto tecnologico e prevedere l’impiego delle tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0. Le relative spese devono essere preponderanti rispetto al costo complessivo del programma.
No. Un bene può essere nuovo e tecnologicamente moderno senza possedere le caratteristiche necessarie per essere considerato parte di un programma 4.0.
Occorre verificare come il macchinario si integra nel processo produttivo, quali dati è in grado di acquisire o scambiare e quale trasformazione genera nell’organizzazione della produzione.
Il bando valorizza tecnologie come:
Non viene finanziato un semplice elenco di acquisti. Macchinari, software e impianti devono comporre un programma coerente con lo sviluppo tecnologico dell’impresa.
L’agevolazione è articolata in:
Su un investimento ammesso di un milione di euro, la copertura massima teorica sarebbe composta da:
La formula “copertura fino al 75%” non significa quindi che l’intera percentuale sia riconosciuta a fondo perduto.
Il contributo in conto impianti del 35% riduce direttamente il costo dell’investimento e non deve essere restituito, purché vengano rispettati gli obblighi previsti dal provvedimento di concessione.
Il finanziamento agevolato del 40%, invece, deve essere rimborsato. Non prevede interessi e può avere una durata massima di sette anni.
L’impresa deve comunque dimostrare di essere finanziariamente in grado di realizzare il programma e coprire almeno il restante 25% delle spese ammissibili.
La procedura si svolge attraverso la piattaforma informatica di Invitalia in due momenti:
Per completare la procedura sono necessari un’identità digitale, la firma digitale e un indirizzo PEC attivo.
Le domande vengono valutate attraverso una procedura a sportello, tenendo conto dell’ordine cronologico di presentazione e, quando previsto, della graduatoria di merito.
Prima di iniziare la compilazione è opportuno controllare:
Arrivare sulla piattaforma senza aver chiarito questi aspetti significa rischiare di costruire la domanda su un investimento non correttamente dimensionato o su spese che potrebbero non essere riconosciute.
ISI Consulting può effettuare una prima verifica dell’impresa e del programma previsto, analizzando i requisiti aziendali, il valore dell’investimento, il contenuto tecnologico e la possibile ammissibilità delle spese.
La verifica preliminare è gratuita e il nostro compenso scatta a risultato.
Verifica se il tuo programma possiede i requisiti iniziali per accedere alle agevolazioni.
Compila il form per qualsiasi richiesta, verrai contattato al più presto da uno dei nostri consulenti.
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