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Chi gestisce una struttura ricettiva lo sa bene: rinnovare un hotel, efficientare un campeggio, migliorare un villaggio turistico o rendere più moderna una struttura per brevi soggiorni richiede investimenti importanti.
E spesso il problema non è la mancanza di idee.
Il problema è il costo.
Fotovoltaico, pompe di calore, nuovi impianti, digitalizzazione, sistemi di gestione intelligente, interventi per ridurre i consumi, miglioramento dei servizi e riqualificazione degli spazi sono tutte attività che possono rendere una struttura più competitiva.
Ma non sempre l’impresa può sostenerle da sola.
Per questo molti imprenditori cercano informazioni sui requisiti per accedere a finanziamenti a fondo perduto per strutture ricettive.
Tra le misure più interessanti da valutare c’è il bando GreenTour 2026, l’incentivo gestito da Invitalia e promosso dal Ministero del Turismo per favorire la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile delle imprese turistiche.
GreenTour è un incentivo pensato per sostenere le imprese turistiche che vogliono realizzare investimenti strutturati in sostenibilità, efficienza energetica, fonti rinnovabili e digitalizzazione.
Non è un bando per piccoli lavori isolati.
È una misura pensata per progetti importanti, con programmi di investimento compresi tra 1 milione e 15 milioni di euro.
Questo significa che può essere interessante per strutture ricettive che stanno pianificando interventi più ampi, come la riqualificazione energetica dell’edificio, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, l’ammodernamento degli impianti, la digitalizzazione della gestione o il miglioramento complessivo dell’offerta turistica.
In pratica, GreenTour può essere una possibilità concreta per chi vuole trasformare la propria struttura, non solo sistemarla.
Il bando si rivolge alle imprese turistiche italiane ed estere con sede in Italia.
Possono rientrare, in presenza dei requisiti, diverse tipologie di attività del settore turistico e ricettivo: hotel, alberghi, villaggi turistici, campeggi, strutture per brevi soggiorni, B&B organizzati in forma d’impresa e altre realtà collegate all’accoglienza turistica.
Possono accedere anche imprese che non hanno necessariamente un codice ATECO turistico prevalente, ma che sono attive da almeno tre anni e dimostrano di aver realizzato oltre il 50% del fatturato attraverso attività turistiche.
Questo è un punto importante, perché non bisogna fermarsi solo alla definizione commerciale della struttura.
La verifica va fatta sui requisiti reali dell’impresa, sull’attività svolta, sul codice ATECO, sulla sede, sulla forma giuridica e sulla documentazione disponibile.
Quando si parla di finanziamenti a fondo perduto per strutture ricettive, molte imprese pensano subito a ristrutturazioni, arredi o lavori generici.
Con GreenTour, però, il ragionamento è diverso.
Il cuore del progetto deve essere l’efficienza energetica.
Gli interventi trainanti, cioè quelli legati al miglioramento energetico della struttura o alla produzione di energia da fonti rinnovabili, devono rappresentare almeno il 51% della spesa ammissibile.
Questo significa che non basta inserire un impianto fotovoltaico dentro un progetto di ristrutturazione generale.
Bisogna costruire un programma in cui la parte energetica sia realmente prevalente.
Solo dopo possono essere inseriti anche interventi trainati, come digitalizzazione, sistemi di automazione, strumenti di misurazione intelligente, interventi ESG, soluzioni per ridurre i consumi e altri investimenti accessori.
In parole semplici: GreenTour non finanzia “qualche lavoro” dentro una struttura turistica.
Finanzia un progetto di trasformazione sostenibile.
Per una struttura ricettiva, il bando può essere interessante se il progetto riguarda interventi come efficientamento energetico, impianti da fonti rinnovabili, sistemi per ridurre i consumi, digitalizzazione dei processi, automazione e miglioramento della gestione energetica.
Può trattarsi, ad esempio, di interventi sull’edificio, sugli impianti, sui sistemi di climatizzazione, sulla produzione di energia, sui software gestionali, sui sistemi di controllo dei consumi o su strumenti digitali utili a migliorare l’organizzazione della struttura.
Ma ogni spesa deve essere valutata con attenzione.
Una spesa può sembrare utile, ma non essere ammissibile.
Un investimento può essere valido per l’azienda, ma non coerente con le regole del bando.
E un progetto può essere interessante, ma non raggiungere la soglia richiesta del 51% sugli interventi trainanti.
Per questo la fase di verifica iniziale è fondamentale.
GreenTour prevede un mix di agevolazioni composto da contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.
L’agevolazione viene calcolata in base alla tipologia di intervento, alla dimensione dell’impresa, al regime di aiuto applicabile e alla composizione del progetto.
Questo vuol dire che non esiste una percentuale unica valida per tutti.
Una struttura ricettiva che vuole investire in fotovoltaico, digitalizzazione e riqualificazione energetica deve prima dividere correttamente le spese, capire quali rientrano negli interventi trainanti, quali sono trainate e quali possono essere considerate accessorie.
Solo dopo si può stimare il reale beneficio ottenibile.
Ed è proprio qui che molte imprese rischiano di confondersi.
Leggere “fondo perduto” non significa sapere già quanto si riceverà.
Il contributo va calcolato sul progetto.
Le domande per GreenTour 2026 possono essere presentate online dal 15 luglio 2026 al 15 settembre 2026.
La finestra sembra ampia, ma per un progetto da almeno 1 milione di euro non è consigliabile aspettare l’ultimo momento.
Servono preventivi, documenti aziendali, verifiche tecniche, analisi energetiche, coerenza delle spese, eventuali autorizzazioni e una struttura finanziaria credibile.
Chi arriva alla piattaforma senza aver preparato il progetto rischia di perdere tempo o, peggio, di presentare una domanda debole.
Il punto non è solo “fare domanda”.
Il punto è capire prima se il progetto ha davvero le caratteristiche per essere presentato.
Se hai una struttura ricettiva e stai cercando finanziamenti a fondo perduto, la prima domanda non dovrebbe essere “quanto posso ottenere?”.
La prima domanda dovrebbe essere: “il mio progetto ha i requisiti per accedere?”.
Una consulenza preliminare serve proprio a questo.
Serve a capire se la tua attività rientra tra i beneficiari, se l’investimento raggiunge la soglia minima, se gli interventi energetici sono sufficienti, se le spese sono coerenti e se la documentazione è pronta.
In questo modo puoi evitare di costruire un progetto sulla base di aspettative sbagliate.
E puoi capire subito se GreenTour è davvero il bando giusto per la tua struttura.
Se gestisci un hotel, un campeggio, un villaggio turistico, un B&B in forma d’impresa o un’altra struttura ricettiva e stai programmando un investimento importante, questo è il momento giusto per fare una verifica.
Con una consulenza gratuita possiamo analizzare il tuo progetto, controllare i requisiti e capire se può rientrare nel bando GreenTour 2026.
Non aspettare l’apertura della domanda per scoprire che manca un requisito o che il progetto andava impostato diversamente.
Contattaci per una consulenza gratuita: valuteremo insieme la tua struttura, le spese previste e le possibilità di accesso ai finanziamenti per strutture ricettive.
Compila il form per qualsiasi richiesta, verrai contattato al più presto da uno dei nostri consulenti.
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