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Aprire un’attività oggi è difficile.
Aprirla senza capitali è quasi impossibile.
A meno che tu non sappia dove prendere i soldi giusti.
In questo momento esiste un incentivo nazionale che può finanziare la tua impresa con decine di migliaia di euro a fondo perduto.
Si chiama Resto al Sud 2.0 ed è uno dei bandi più potenti per chi vuole avviare un’attività nel Mezzogiorno.
Ma attenzione: non è per tutti.
E soprattutto, chi arriva tardi resta fuori.
Resto al Sud 2.0 è l’incentivo nazionale gestito da Invitalia pensato per sostenere concretamente la nascita di nuove attività imprenditoriali e professionali nel Mezzogiorno, Campania inclusa.
Si tratta di una misura creata per trasformare idee e competenze in imprese reali, offrendo un supporto economico importante a chi vuole mettersi in proprio ma non dispone dei capitali iniziali necessari.
Il bando finanzia:
la creazione di nuove imprese
l’avvio di attività professionali
il lavoro autonomo
startup e progetti imprenditoriali innovativi
purché abbiano sede operativa nel Sud Italia.
L’obiettivo è semplice: aiutare chi desidera costruire il proprio futuro imprenditoriale ma si scontra con il principale ostacolo all’avvio di qualsiasi attività — la mancanza di liquidità iniziale.
Ed è proprio qui che Resto al Sud 2.0 diventa un’opportunità da non perdere.
A differenza di molti finanziamenti tradizionali non si tratta di un semplice prestito da restituire integralmente nel tempo.
È un incentivo strutturato per rendere sostenibile l’avvio dell’attività.
Nel concreto:
una parte molto consistente delle agevolazioni è a fondo perduto
non sono richieste garanzie patrimoniali elevate come nei finanziamenti bancari tradizionali
il contributo consente realmente di avviare l’attività, sostenere le spese iniziali e costruire un progetto imprenditoriale solido
Questo significa che chi possiede competenze, idee e spirito imprenditoriale può finalmente passare dalla fase progettuale a quella operativa senza dover rinunciare per mancanza di risorse economiche.
Resto al Sud 2.0 non è solo un incentivo pubblico, è uno strumento utile a rendere possibile quel sogno che rimandi da anni : aprire la tua attività o metterti in proprio lavorare per sé stessi.
In questo articolo ti spiego come funziona davvero, quanto puoi ottenere e perché sempre più persone stanno valutando di attivarsi subito.
Entriamo nella parte che interessa davvero chi sta pensando di aprire un’attività:
le agevolazioni economiche.
Resto al Sud 2.0 è uno degli incentivi più vantaggiosi attualmente disponibili, perché consente di ottenere percentuali molto elevate a fondo perduto, riducendo in modo concreto il capitale necessario per avviare un’impresa o un’attività professionale.
Per chi è nelle fasi iniziali e deve sostenere le prime spese per partire, il bando prevede un voucher interamente a fondo perduto.
Nel dettaglio:
fino a 40.000 euro a fondo perduto per l’avvio di una nuova attività
fino a 50.000 euro a fondo perduto per progetti con forte componente digitale, innovativa o orientata alla sostenibilità
Si tratta di un contributo che non deve essere restituito e che può essere utilizzato per coprire le principali spese di avvio: attrezzature, arredi, strumenti tecnologici, software, marketing iniziale e organizzazione dell’attività.
In altre parole: con Resto al Sud 2.0 hai la possibilità di iniziare senza indebitarti
Sì, hai letto bene: 100% fondo perduto.
Per progetti imprenditoriali più ampi, che richiedono investimenti consistenti, Resto al Sud 2.0 prevede un sistema di contributi ancora più interessante.
Nel concreto:
75% a fondo perduto per investimenti fino a 120.000 euro
70% a fondo perduto per investimenti fino a 200.000 euro
Queste percentuali permettono di finanziare progetti completi: apertura di sedi operative, acquisto di macchinari, attrezzature professionali, tecnologie, interventi di ristrutturazione e tutte le spese necessarie per avviare e rendere operativa l’attività.
Tradotto in termini pratici, questo incentivo consente di avviare un’attività anche con investimenti importanti, sostenendo direttamente solo una parte ridotta del costo complessivo.
Il contributo pubblico copre la quota principale delle spese, rendendo sostenibile un progetto imprenditoriale che, senza agevolazioni, richiederebbe capitali molto più elevati.
Ed è proprio questo il vero valore di Resto al Sud 2.0: ridurre drasticamente l’investimento iniziale e trasformare un’idea imprenditoriale in un progetto concretamente realizzabile.
Resto al Sud 2.0 è stato pensato per sostenere chi vuole mettersi in proprio e avviare un’attività nel Mezzogiorno, ma non dispone delle risorse economiche necessarie per farlo.
È rivolto principalmente a:
giovani tra i 18 e i 35 anni
disoccupati o inoccupati
persone che desiderano aprire una nuova attività
liberi professionisti o aspiranti imprenditori
Il requisito fondamentale è uno: l’attività deve essere avviata o avere sede operativa nel Sud Italia, Campania inclusa.
Molti, leggendo i requisiti in modo superficiale, pensano di non poter partecipare.
In realtà, nella maggior parte dei casi i presupposti per accedere al bando ci sono, ma non vengono verificati correttamente o non vengono interpretati nel modo giusto.
E questo porta spesso a rinunciare prima ancora di aver fatto una reale verifica.
Uno degli aspetti più sottovalutati di Resto al Sud 2.0 riguarda le tipologie di attività finanziabili.
Contrariamente a quanto si pensa, il bando non è limitato a pochi settori specifici.
Al contrario, consente di finanziare un’ampia gamma di iniziative imprenditoriali e professionali.
È possibile finanziare, ad esempio:
apertura di negozi e attività commerciali
studi professionali e consulenze
attività digitali e online
strutture turistiche e ricettive
servizi alle imprese e alle persone
attività artigianali
startup innovative
In pratica, quasi qualsiasi attività può essere finanziata, se il progetto viene strutturato in modo coerente e sostenibile.
La differenza non la fa solo il settore, ma il modo in cui il progetto viene costruito e presentato.
Qui entra in gioco la realtà che spesso non viene raccontata.
Ogni settimana vengono presentate numerose domande, ma non tutte ottengono l’approvazione.
E i motivi sono quasi sempre gli stessi:
domande respinte per errori formali
progetti poco strutturati o incoerenti
persone convinte di non avere i requisiti e che quindi rinunciano
business plan improvvisati o non adeguati ai criteri richiesti
Il punto è semplice: non basta avere un’idea imprenditoriale.
Per accedere al contributo è necessario costruire un progetto completo, sostenibile e coerente con le richieste del bando.
Invitalia non finanzia semplicemente un’idea.
Finanzia progetti imprenditoriali solidi, con una struttura chiara, un piano economico realistico e una visione concreta di sviluppo.
Ed è proprio questo che fa la differenza tra una domanda respinta e un progetto approvato.
Questo bando è perfetto se:
vuoi aprire un’attività ma non hai capitali
vuoi metterti in proprio
hai un’idea ma non sai se finanziabile
vuoi capire quanto fondo perduto puoi ottenere
Prima di pensare che non sia per te, conviene fare una verifica reale.
Spesso basta una call per capire:
se hai i requisiti
quanto fondo perduto puoi ottenere
se il tuo progetto è finanziabile
quali sono i tempi reali
Richiedi una consulenza gratuita con i nostri esperti
Analizzeremo la tua situazione e ti diremo in modo diretto: se puoi accedere al bando oppure no.
No, puoi partecipare anche prima dell’apertura.
Sì, anche con più soci.
Sì, fino al 70-75% e in alcuni casi 100%.
Dipende dal progetto, ma la valutazione avviene in circa 60-90 giorni.
Compila il form per qualsiasi richiesta, verrai contattato al più presto da uno dei nostri consulenti.
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