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Rimozione dell’amianto: una spesa obbligata che il Bando ISI INAIL 2025 può rimborsare

Se sul tuo capannone, deposito o stabilimento è presente amianto, non è una questione di “se”, ma di quando.

L’amianto si degrada nel tempo, aumenta il rischio sanitario e la responsabilità dell’impresa.
Prima o poi la rimozione diventa obbligatoria.

La differenza, oggi, è una sola:
affrontare la spesa da solo o sfruttare il Bando ISI INAIL 2025 per recuperarne una parte importante.

Cos’è l’Asse 3 del Bando ISI INAIL 2025

L’Asse 3 del Bando ISI INAIL 2025 è dedicato esclusivamente alla bonifica da materiali contenenti amianto (MCA) presenti negli edifici aziendali.

Il bando finanzia solo la rimozione completa dell’amianto, compreso:

  • smontaggio

  • trasporto

  • smaltimento in impianti autorizzati

  • rifacimento della copertura

Non sono ammessi incapsulamenti o soluzioni temporanee.

Quanto rimborsa il Bando ISI INAIL 2025

Il contributo previsto è chiaro:

  • 65% a fondo perduto

  • contributo minimo: 5.000 €

  • contributo massimo: 130.000 €

  • spese tecniche ammesse fino al 10%

  • perizia asseverata finanziabile

In pratica, una parte significativa di una spesa obbligata torna indietro.

La rimozione dell’amianto non è solo bonifica: rifai il tetto

Con l’Asse 3 non ti limiti a togliere l’amianto.

Il progetto comprende anche:

  • nuova copertura

  • lucernari

  • lattonerie e canali di gronda

  • opere edili collegate

  • sicurezza di cantiere

Questo significa un tetto nuovo, sicuro e definitivo, non una soluzione provvisoria.

L’intervento aggiuntivo: il vero vantaggio del 2025

Il Bando ISI INAIL 2025 consente di affiancare alla bonifica un intervento aggiuntivo, se progettato correttamente.

Quanto vale l’intervento aggiuntivo
  • fino all’80% di contributo

  • massimo 20.000 €

  • non superiore al costo della bonifica

  • entro il massimale complessivo di 130.000 €

Copertura a verde

È possibile realizzare una copertura a verde:

  • su coperture piane o con pendenza ≤ 5°

  • anche su porzioni della copertura

  • secondo la norma UNI 11235

Un intervento che migliora comfort, immagine e valore dell’edificio.

Impianto fotovoltaico per autoconsumo

È ammesso anche un impianto fotovoltaico:

  • installato sulla nuova copertura

  • fino a 20 kW

  • con eventuale sistema di accumulo

  • destinato all’autoconsumo aziendale

In questo modo, oltre a togliere l’amianto, inizi a produrre energia per l’impresa.

Perché l’intervento aggiuntivo va deciso subito

L’intervento aggiuntivo:

  • non si aggiunge a lavori iniziati

  • non si improvvisa

  • va progettato insieme alla bonifica

Chi lo pianifica in anticipo:

  • usa un solo cantiere

  • ottimizza tempi e costi

  • massimizza il contributo

L’errore più comune delle imprese

Molte aziende:

  • rimuovono l’amianto senza bando

  • rifanno il tetto al minimo

  • rimandano tutto il resto

Risultato: pagano tutto di tasca propria.

In sintesi

Il Bando ISI INAIL 2025 rimborsa tutta la spesa?
No, il contributo è pari al 65% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 130.000 €.

L’intervento aggiuntivo è obbligatorio?
No, è facoltativo, ma consente di migliorare la copertura e aumentare il valore dell’intervento.

Posso fare fotovoltaico senza togliere l’amianto?
No, l’intervento aggiuntivo è ammesso solo insieme alla bonifica completa.

Ergo:

  • l’amianto va rimosso

  • è una spesa obbligata

  • il Bando ISI INAIL 2025 rimborsa fino al 65%

  • l’intervento aggiuntivo può arrivare all’80%

  • fotovoltaico e tetto verde sono opportunità da sfruttare

La scelta non è se intervenire, ma come farlo.

Vuoi sapere se il tuo intervento è finanziabile?

Prima di muoverti, verifica:

  • se rientri nell’Asse 3

  • quanto puoi recuperare

  • se puoi inserire l’intervento aggiuntivo

  • come evitare errori che fanno perdere il contributo

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