Fondo di contrasto alla deindustrializzazione Lazio e Marche. spese ammissibili dal 2024

Hai acquistato un nuovo macchinario, installato un impianto o ristrutturato lo stabilimento negli ultimi due anni? Anche se l’investimento è già stato realizzato, la spesa potrebbe rientrare nel Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026.

La misura ammette infatti investimenti sostenuti a partire dall’8 maggio 2024. Questo significa che alcune spese già fatturate e pagate possono essere inserite nel programma e concorrere all’ottenimento del contributo.

La data, però, è soltanto il primo controllo. Per essere riconosciuto, il costo deve rispettare tutte le condizioni previste dal bando: deve essere documentato, tracciabile, collegato all’unità produttiva ammessa e coerente con uno degli ambiti finanziabili.

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione finanzia spese già sostenute?

Sì. Il Fondo ammette le spese sostenute nel periodo compreso tra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028.

Possono quindi essere valutati sia investimenti già conclusi sia interventi ancora in corso o da completare, purché rispettino i requisiti stabiliti dall’avviso pubblico.

Non è sufficiente, quindi, avere una fattura con una data successiva all’8 maggio 2024. Bisogna verificare la natura del bene, il pagamento, la sua contabilizzazione e il collegamento con il progetto produttivo presentato.

Quali spese possono essere inserite nel programma?

Le spese ammissibili al Fondo di contrasto alla deindustrializzazione possono riguardare:

  • opere murarie e impiantistiche strettamente funzionali all’investimento;

  • macchinari nuovi di fabbrica;

  • impianti nuovi;

  • attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;

  • costi di installazione dei beni;

  • immobilizzazioni immateriali;

  • tecnologie innovative e soluzioni per la digitalizzazione dei processi.

I beni devono essere acquistati a normali condizioni di mercato, utilizzati esclusivamente presso l’unità produttiva interessata dal programma e iscritti nei libri contabili dell’impresa come immobilizzazioni materiali o immateriali.

La spesa deve essere collegata all’unità produttiva ammessa

Il Fondo non si applica indistintamente a tutte le imprese con sede nel Lazio o nelle Marche.

L’investimento deve riguardare un’unità produttiva manifatturiera situata, oppure da insediare, in uno dei Comuni appartenenti agli ambiti territoriali del Consorzio Industriale del Lazio o del Piceno Consind.

Un macchinario acquistato dalla società, ma installato in uno stabilimento che si trova fuori dai territori ammessi, non può essere inserito nel programma soltanto perché la sede legale dell’impresa è nel Lazio o nelle Marche.

Il bene deve essere fisicamente individuabile, installato e utilizzato presso l’unità produttiva alla quale si riferisce la domanda. Anche il titolo di disponibilità dell’immobile e la sua conformità alle normative edilizie, urbanistiche, ambientali e di sicurezza devono essere dimostrabili.

Non basta aver acquistato un macchinario

Una spesa sostenuta nel periodo corretto deve anche essere coerente con almeno uno degli ambiti finanziati dal Fondo.

L’investimento deve contribuire a:

  • ristrutturare o realizzare l’immobile in cui viene svolta l’attività manifatturiera;

  • ammodernare o ampliare l’attività attraverso innovazioni di prodotto o di processo;

  • introdurre innovazioni tecnologiche o digitalizzare i processi;

  • realizzare investimenti immateriali;

  • convertire attività ad alto impatto ambientale verso modelli più sostenibili;

  • avviare una nuova unità produttiva.

Se un bene non è funzionale a uno di questi obiettivi, la sua data di acquisto non sarà sufficiente a renderlo ammissibile.

È quindi necessario ricostruire il motivo dell’investimento e dimostrare in che modo abbia contribuito alla riqualificazione, al potenziamento o all’insediamento dell’unità produttiva.

Quali documenti servono per le spese già sostenute?

La documentazione assume un’importanza decisiva, soprattutto quando l’investimento è stato realizzato prima della pubblicazione del bando.

Per ogni spesa devono essere disponibili, tra gli altri documenti:

  • fattura elettronica;

  • prova dell’integrale pagamento;

  • estratto del conto corrente intestato all’impresa;

  • copia del mezzo di pagamento o della distinta bancaria;

  • quietanza o dichiarazione liberatoria del fornitore;

  • registrazione del bene nei libri contabili;

  • eventuali certificazioni CE;

  • verbali di collaudo e rapporti di installazione;

  • computi metrici a consuntivo per le opere interessate.

I pagamenti devono essere pienamente tracciabili e riconducibili alle relative fatture. Il contributo, salvo l’eventuale anticipazione garantita, viene erogato dopo il completamento e il pagamento integrale degli investimenti ammessi.

Per le fatture emesse prima dell’assegnazione del CUP, la correlazione tra la spesa e il progetto sarà verificata secondo le modalità operative indicate dal soggetto gestore.

Spesa sostenuta e spesa ammissibile non sono la stessa cosa

Aver pagato un bene non significa automaticamente che il relativo costo sarà riconosciuto.

Una spesa è stata sostenuta quando l’impresa ha effettuato l’acquisto e il pagamento. Diventa effettivamente ammissibile soltanto dopo la verifica di tutti i requisiti previsti dal Fondo.

Per esempio, possono essere escluse le spese relative a:

  • macchinari e attrezzature usati;

  • consulenze specialistiche;

  • beni acquisiti mediante leasing;

  • acquisto o locazione di terreni e fabbricati;

  • costi di funzionamento e materiali di consumo;

  • formazione del personale;

  • trasporto;

  • intermediazione commerciale;

  • investimenti già agevolati attraverso la precedente edizione del Fondo.

L’IVA può essere considerata ammissibile soltanto quando non è recuperabile secondo la normativa nazionale.

Prima di inserire una fattura nel programma bisogna quindi controllare il bene, il fornitore, la modalità di acquisto, la contabilizzazione e l’effettiva destinazione presso l’unità produttiva.

Quanto può ottenere l’impresa?

Il Fondo riconosce un contributo in conto impianti che può coprire fino al 100% delle spese ammesse, entro il limite massimo di 300.000 euro per impresa beneficiaria.

L’agevolazione viene concessa nel rispetto del regime “de minimis”. L’importo effettivamente ottenibile dipende quindi anche dagli altri aiuti ricevuti dall’impresa unica nel periodo di riferimento.

Il fatto che il contributo possa arrivare al 100% non significa che ogni costo sostenuto sarà rimborsato integralmente: la percentuale viene applicata soltanto alle spese riconosciute al termine dell’istruttoria.

Quali sono le date da ricordare?

Le domande possono essere presentate attraverso la piattaforma Invitalia:

  • dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026;

  • fino alle ore 12:00 del 28 novembre 2026.

Le richieste saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione. La semplice registrazione anticipata nell’area riservata non attribuisce alcuna priorità.

La possibilità di recuperare spese già sostenute rende utile iniziare subito la ricostruzione degli investimenti effettuati dal maggio 2024, senza aspettare l’apertura dello sportello.

Cosa controllare prima di presentare una spesa

Per capire se un investimento già realizzato può rientrare tra le spese ammissibili al  Fondo di contrasto alla deindustrializzazione bisogna verificare: 

  • la data della fattura e del pagamento;

  • la tipologia del bene acquistato;

  • la condizione di bene nuovo di fabbrica;

  • la tracciabilità bancaria del pagamento;

  • l’iscrizione del bene tra le immobilizzazioni;

  • l’ubicazione presso l’unità produttiva ammessa;

  • la coerenza con uno degli ambiti di intervento;

  • l’assenza di precedenti agevolazioni incompatibili sulla stessa spesa;

  • la disponibilità della documentazione tecnica e fiscale.

Questo controllo consente di distinguere subito le spese potenzialmente finanziabili da quelle che rischierebbero di essere escluse.

Hai acquistato macchinari, impianti o attrezzature a partire dall’8 maggio 2024? Inviaci l’elenco delle spese sostenute: verificheremo quali possono essere inserite nel programma.

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