Fondo perduto Lazio e Marche: quanto può ottenere realmente l’impresa

Acquistare nuovi macchinari, riqualificare uno stabilimento o aprire una nuova unità produttiva richiede risorse importanti. Il fondo perduto Lazio e Marche può ridurre questo peso, perché prevede una copertura che può arrivare fino al 100% delle spese ammesse.

C’è però un limite da considerare: il contributo non può superare 300.000 euro per impresa.

Questo significa che la percentuale del 100%, da sola, non basta per stabilire quanto si potrà ottenere. Il calcolo dipende dal valore delle spese riconosciute come ammissibili, dal limite massimo previsto e dalla capienza disponibile nel regime “de minimis”.

La risposta in breve

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione concede un contributo in conto capitale:

  • fino al 100% delle spese ammesse;

  • entro un massimo di 300.000 euro per impresa;

  • nei limiti previsti dal regime “de minimis”;

  • per investimenti realizzati presso unità produttive manifatturiere situate nei territori ammessi di Lazio e Marche.

Sono agevolabili le spese sostenute dall’8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028.

Anche se viene comunemente definito fondo perduto Lazio e Marche, la forma tecnica dell’agevolazione è quella del contributo in conto capitale: l’importo riconosciuto non deve essere restituito, purché siano rispettate tutte le condizioni previste.

Come si calcola il fondo perduto Lazio e Marche

Quando le spese ammesse non superano 300.000 euro, il contributo può teoricamente coprirle per intero.

Se l’investimento ammesso supera questa soglia, il contributo resta fermo al limite massimo di 300.000 euro e la parte restante deve essere sostenuta dall’impresa.

Spese ammesse Contributo massimo teorico Quota non coperta
€50.000 €50.000 €0
€100.000 €100.000 €0
€200.000 €200.000 €0
€300.000 €300.000 €0
€400.000 €300.000 €100.000
€600.000 €300.000 €300.000

Gli importi sono simulazioni. Presuppongono che tutte le spese vengano riconosciute come ammissibili e che l’impresa disponga della necessaria capienza nel regime “de minimis”.

Cosa significa davvero “contributo fino al 100%”

La percentuale indica la copertura massima possibile delle spese ammesse. Non garantisce che l’intero investimento presentato venga finanziato.

Supponiamo che un’impresa realizzi un progetto da 250.000 euro. Se tutte le spese vengono ammesse e sono rispettate le altre condizioni, il contributo teorico può raggiungere 250.000 euro.

Se, invece, durante l’istruttoria vengono riconosciute spese per soli 190.000 euro, il contributo non potrà superare tale importo. I restanti 60.000 euro resteranno a carico dell’impresa.

Per effettuare una simulazione corretta bisogna quindi distinguere tra:

  • valore complessivo del progetto;

  • spese indicate nella domanda;

  • spese riconosciute come ammissibili;

  • contributo effettivamente concesso.

Questi importi possono coincidere, ma non è automatico.

Esempio di investimento da 180.000 euro

Un’impresa manifatturiera acquista nuovi macchinari per potenziare la propria unità produttiva. Il programma ha un valore di 180.000 euro e tutte le spese vengono riconosciute come ammissibili.

Il contributo massimo teorico può raggiungere 180.000 euro perché:

  • non supera il valore delle spese ammesse;

  • resta entro il limite massimo di 300.000 euro;

  • rispetta la capienza disponibile nel regime “de minimis”.

Se una parte della spesa viene esclusa, il calcolo deve essere effettuato sul nuovo importo ammesso.

Esempio di investimento da 450.000 euro

Consideriamo ora un programma da 450.000 euro interamente ammissibile.

Il contributo non potrà comunque superare 300.000 euro. La parte restante, pari a 150.000 euro, dovrà essere coperta dall’impresa.

In questo caso, quindi, il fondo perduto Lazio e Marche coprirebbe circa il 66,7% dell’investimento, non il 100%.

Il limite economico di 300.000 euro prevale sulla percentuale massima prevista.

Il regime “de minimis” può ridurre il contributo

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione opera nel rispetto del regime europeo “de minimis”.

Prima di calcolare l’agevolazione bisogna quindi verificare gli aiuti già concessi all’impresa e alle eventuali altre aziende che costituiscono con essa un’“impresa unica”.

Se il plafond disponibile è stato già utilizzato in parte, il contributo potrebbe essere inferiore a 300.000 euro.

Per esempio, se l’impresa dispone di una capienza residua di 120.000 euro, non potrà ottenere un contributo superiore a tale importo, anche in presenza di spese ammesse per 300.000 euro.

La verifica deve considerare:

  • gli aiuti “de minimis” già ricevuti;

  • le relative date di concessione;

  • i rapporti con eventuali imprese collegate;

  • la capienza ancora disponibile.

Valutare soltanto il costo dell’investimento potrebbe quindi produrre una stima non realistica.

Quali spese può finanziare il contributo

Il Fondo sostiene gli investimenti destinati al potenziamento, alla riqualificazione o all’avvio di unità produttive manifatturiere.

Tra le spese previste rientrano:

  • macchinari nuovi di fabbrica;

  • impianti e attrezzature;

  • arredi;

  • beni e immobilizzazioni immateriali;

  • opere murarie;

  • opere impiantistiche e strumentali collegate agli interventi.

I programmi possono riguardare l’ammodernamento e l’ampliamento dell’attività, l’innovazione di prodotto o di processo, la digitalizzazione e la conversione verso modelli produttivi più sostenibili. È ammesso anche l’avvio di nuove unità produttive manifatturiere.

La presenza di una voce nell’elenco generale non rende automaticamente ammissibile ogni acquisto. Deve esserci coerenza tra la spesa, l’attività manifatturiera, l’unità produttiva interessata e gli obiettivi del programma.

Sono agevolabili anche le spese già sostenute

Il fondo perduto Lazio e Marche può comprendere anche spese sostenute a partire dall’8 maggio 2024.

Questa condizione rende la misura interessante anche per le imprese che hanno già:

  • acquistato macchinari o attrezzature;

  • effettuato lavori nello stabilimento;

  • installato nuovi impianti;

  • sostenuto investimenti per innovare o digitalizzare la produzione.

La data della spesa è soltanto il primo requisito. La documentazione deve essere completa e l’investimento deve essere riferibile all’unità produttiva situata nei territori ammessi.

Non tutte le spese effettuate dopo l’8 maggio 2024 sono quindi automaticamente finanziabili.

Quali costi restano a carico dell’impresa

La copertura può arrivare al 100% esclusivamente sulle spese ammesse.

Restano a carico dell’impresa:

  • le spese escluse durante l’istruttoria;

  • gli importi che superano 300.000 euro;

  • i costi non adeguatamente documentati;

  • gli investimenti non coerenti con le finalità del Fondo;

  • le spese non collegate all’unità produttiva ammessa;

  • la parte non coperta a causa del plafond “de minimis” già utilizzato.

Per questo la simulazione dovrebbe partire dall’esame della documentazione fiscale e bancaria, dei contratti, dei preventivi e della descrizione tecnica del programma.

Chi può richiedere il fondo perduto Lazio e Marche

La misura è rivolta alle imprese manifatturiere già insediate nei Comuni appartenenti ai consorzi industriali interessati di Lazio e Marche oppure intenzionate ad aprire una nuova unità produttiva manifatturiera negli stessi territori.

L’impresa deve essere regolarmente costituita e iscritta al Registro delle imprese e non deve trovarsi nelle condizioni di liquidazione o nelle procedure indicate dal bando.

Avere la sede legale nel Lazio o nelle Marche non è sufficiente. Conta la localizzazione dell’unità produttiva nella quale viene realizzato l’investimento.

Quando si presenta la domanda

Le domande possono essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma informatica di Invitalia:

  • dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026;

  • fino alle ore 12:00 del 28 novembre 2026.

La procedura è a sportello e resta attiva fino a esaurimento delle risorse. Ogni impresa può presentare una sola domanda.

Prima dell’apertura è quindi opportuno controllare la localizzazione dell’unità produttiva, l’ammissibilità delle spese, la documentazione disponibile e gli aiuti già ottenuti.

Calcola il contributo potenziale della tua impresa

Una copertura fino al 100% può rendere più sostenibile un investimento già effettuato o ancora da programmare. Ma per capire quanto può ottenere realmente l’impresa non basta applicare una percentuale al totale delle fatture.

Bisogna verificare le singole spese, la documentazione, l’ubicazione dell’unità produttiva e la capienza disponibile nel regime “de minimis”.

Indicaci l’importo dell’investimento e le spese sostenute o programmate. Effettueremo una prima simulazione del contributo e verificheremo gratuitamente la compatibilità iniziale del progetto con il fondo perduto Lazio e Marche.

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