GreenTour 2026: contributi e finanziamenti per rendere più sostenibili le imprese turistiche

Un nuovo incentivo per chi vuole trasformare davvero la propria attività turistica

Rinnovare un albergo, rendere più efficiente un campeggio, installare un impianto fotovoltaico, riqualificare un centro benessere o digitalizzare la gestione di una struttura turistica sono investimenti importanti.

E spesso costosi.

Il nuovo Fondo GreenTour nasce per sostenere proprio le imprese che vogliono affrontare un progetto di crescita strutturato, puntando su efficienza energetica, fonti rinnovabili, digitalizzazione, sostenibilità e qualificazione dell’offerta turistica.

La dotazione complessiva è pari a 109 milioni di euro:

59 milioni sono destinati ai contributi a fondo perduto;

50 milioni finanziano la componente di finanziamento agevolato.

Il 60% delle risorse è riservato alle PMI e, all’interno di questa quota, almeno il 25% è destinato alle micro e piccole imprese.

Ma attenzione: non è un incentivo pensato per piccoli lavori isolati.

GreenTour finanzia programmi di investimento compresi tra 1 e 15 milioni di euro.

Questo significa che il progetto deve avere una vera logica imprenditoriale, tecnica e finanziaria.

Non basta fare una lista di acquisti.

Serve costruire un piano capace di dimostrare come gli interventi miglioreranno l’efficienza della struttura, ridurranno i consumi, rafforzeranno la competitività e renderanno l’offerta turistica più moderna e sostenibile.

Cos’è il Fondo GreenTour

GreenTour è il Fondo per il sostegno alle imprese del turismo promosso dal Ministero del Turismo e gestito da Invitalia.

L’obiettivo è sostenere investimenti privati destinati allo sviluppo dell’offerta turistica nazionale.

La misura punta in particolare su:

  • efficientamento energetico;
  • produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • digitalizzazione dell’ecosistema turistico;
  • destagionalizzazione dei flussi;
  • sostenibilità ambientale;
  • criteri ESG;
  • accessibilità;
  • turismo inclusivo;
  • sviluppo delle filiere;
  • miglioramento della qualità dell’offerta.

La parola chiave è “sviluppo”.

Il bando non nasce per finanziare una manutenzione ordinaria o un semplice restyling.

Nasce per sostenere programmi capaci di produrre un cambiamento misurabile nella struttura e nel suo modello di offerta.

Chi può richiedere le agevolazioni

GreenTour si rivolge alle imprese turistiche di qualunque dimensione localizzate sul territorio nazionale.

Possono rientrare, in presenza dei requisiti, alberghi, strutture per brevi soggiorni, B&B, case vacanza, campeggi, villaggi turistici, glamping, marina resort e altri servizi di alloggio.

La misura interessa anche attività di ristorazione, catering, somministrazione di bevande, agenzie di viaggio, tour operator, servizi di prenotazione, gestione di strutture artistiche e culturali, musei, impianti sportivi, parchi tematici, centri benessere e stabilimenti termali.

Non conta solo la denominazione commerciale dell’attività.

È necessario verificare che il codice ATECO rientri tra quelli ammessi e che l’impresa rispetti tutte le condizioni previste.

Possono partecipare anche imprese attive da almeno tre anni che non possiedono un codice ATECO turistico prevalente, purché dimostrino attraverso le scritture contabili di aver realizzato oltre il 50% del fatturato tramite attività turistiche.

Sono ammessi anche i proprietari delle strutture, costituiti in forma d’impresa, quando utilizzano i requisiti del gestore. In questo caso, il gestore deve essere legittimato, prestare il proprio consenso e mantenere il rapporto per tutta la durata prevista.

Il programma può essere presentato anche da una rete soggetto composta da un massimo di cinque imprese, purché la rete sia iscritta da almeno tre anni e abbia un contratto coerente con il progetto.

I requisiti richiesti all’impresa

Alla data della domanda, l’impresa deve essere regolarmente costituita, attiva e iscritta al Registro delle imprese.

Non deve trovarsi in liquidazione volontaria o essere sottoposta a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

Deve essere in regola con gli obblighi fiscali, previdenziali e assicurativi e non deve rientrare nella definizione europea di impresa in difficoltà.

Sono inoltre richiesti il rispetto delle disposizioni sugli aiuti di Stato, l’assenza di pendenze per precedenti revoche del Ministero del Turismo e l’assenza di sanzioni interdittive che impediscano di ricevere agevolazioni pubbliche.

Un altro requisito da verificare con attenzione riguarda la polizza assicurativa contro i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali.

Non è un aspetto secondario.

La mancata regolarità rispetto a questo obbligo può compromettere l’accesso alla misura.

Quanto deve essere grande il progetto

Il programma di investimento deve avere un valore complessivo compreso tra:

  • un minimo di 1.000.000 di euro;
  • un massimo di 15.000.000 di euro.

Può riguardare una o più strutture o unità locali, ma deve essere unitario e organico.

Questo significa che gli interventi devono essere collegati tra loro e orientati verso un obiettivo comune.

Un progetto credibile deve spiegare perché vengono realizzate determinate spese, quali risultati produrranno, come verranno finanziate e quale impatto avranno sull’attività turistica.

Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda.

Firmare contratti, ordinare beni o sostenere spese prima del momento consentito potrebbe rendere gli investimenti non ammissibili.

Per questo è sempre opportuno verificare preventivamente la tempistica con un consulente.

La regola del 51%: il cuore del bando GreenTour

Il programma deve essere costruito partendo dagli interventi energetici definiti “trainanti”.

Questi interventi devono rappresentare almeno il 51% dell’investimento complessivo ammissibile.

È la regola più importante del bando.

Se la soglia non viene rispettata, il progetto rischia di non risultare ammissibile.

Gli interventi digitali, ESG e accessori non possono quindi costituire la parte principale dell’investimento.

Devono accompagnare un progetto prevalentemente orientato al miglioramento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia rinnovabile.

In altre parole, non è sufficiente acquistare un nuovo gestionale alberghiero, rifare le camere o installare qualche dispositivo smart.

Il nucleo del programma deve essere energetico.

Quali sono gli interventi trainanti

Tra gli interventi principali possono rientrare la coibentazione dell’involucro edilizio, la sostituzione dei serramenti, la realizzazione di pareti ventilate e l’installazione di sistemi schermanti contro la radiazione solare.

Sono compresi anche interventi sugli impianti di illuminazione, climatizzazione, riscaldamento e raffreddamento, oltre ai sistemi di gestione intelligente degli edifici.

Possono essere agevolate, nel rispetto delle condizioni previste, pompe di calore, impianti fotovoltaici, solare termico, geotermia e sistemi di accumulo.

Rientrano anche gli interventi di riqualificazione energetica di piscine, centri wellness, impianti termali, strutture congressuali e spazi destinati agli eventi.

In determinati casi, possono essere inclusi i costi di rimozione e smaltimento dell’amianto, ma solo quando risultano strettamente funzionali all’intervento energetico.

È quindi necessario evitare una lettura superficiale.

Non basta che una spesa sembri utile o sostenibile.

Deve rientrare nella categoria corretta, rispettare il regolamento europeo applicabile ed essere coerente con il progetto tecnico.

Gli interventi aggiuntivi trainati

Una volta costruita la componente energetica principale, il progetto può includere interventi aggiuntivi.

Possono rientrare, ad esempio, giardini verticali, tetti verdi, sistemi di raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana, rubinetti e dispositivi per il risparmio idrico.

Sono previste anche infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, quando destinate agli utenti della struttura e installate nei parcheggi interni o adiacenti all’edificio.

Questi interventi contribuiscono a migliorare il profilo ambientale ed ESG del progetto.

Ma non sostituiscono la componente energetica prevalente.

Devono essere inseriti in un disegno coerente, evitando di appesantire il piano con spese marginali che non rafforzano davvero la valutazione.

Digitalizzazione, automazione e intelligenza artificiale

GreenTour consente di inserire anche investimenti destinati alla digitalizzazione.

Possono essere agevolati sistemi per la gestione automatizzata dell’edificio, apparecchiature per il controllo intelligente dei consumi, sensori, sistemi di misurazione e infrastrutture interne per le reti dati.

Il progetto può comprendere anche programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche legate a nuove tecnologie di prodotto e di processo.

Per un’impresa turistica questo può significare investire in:

  • PMS alberghieri;
  • CRM;
  • booking engine;
  • piattaforme digitali;
  • software per l’analisi dei consumi;
  • strumenti ESG;
  • sistemi di automazione;
  • soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.

Anche in questo caso, però, la digitalizzazione deve essere collegata agli obiettivi generali del programma.

Acquistare un software solo perché il bando lo consente non rende il progetto più forte.

Bisogna dimostrare come quella soluzione migliorerà l’organizzazione, l’esperienza del cliente, la destagionalizzazione, l’efficienza o la capacità competitiva della struttura.

Gli interventi accessori

Il bando ammette anche alcuni interventi accessori in regime de minimis.

Possono rientrare la sostituzione di pavimenti, rivestimenti o tamponature interne con materiali sostenibili e l’installazione di pergotende climatiche.

Si tratta però di interventi complementari.

Non possono diventare il centro del programma.

È proprio qui che si vede la differenza tra un progetto costruito bene e una semplice ristrutturazione presentata con un’etichetta green.

GreenTour premia chi riesce a dimostrare una trasformazione energetica, ambientale e digitale della struttura.

Non chi aggiunge qualche spesa sostenibile a un progetto prevalentemente estetico.

Quanto finanzia GreenTour

Le agevolazioni combinano due strumenti:

  • un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili, entro il limite massimo di 4,5 milioni di euro;
  • un finanziamento agevolato che può coprire fino al 70% delle spese ammissibili.

La combinazione tra contributo e finanziamento non può superare il costo ammissibile del progetto.

L’intensità effettiva dipende dalla dimensione dell’impresa, dal tipo di intervento, dall’ubicazione del progetto e dal regolamento europeo applicabile.

Non tutte le spese ricevono quindi la stessa percentuale.

Un impianto per la produzione di energia rinnovabile può avere un’intensità diversa rispetto a una consulenza ambientale, a un software o a un intervento edilizio.

Per questo non è corretto applicare una percentuale unica all’intero progetto.

Serve suddividere le spese per categoria e calcolare correttamente l’agevolazione spettante.

Le percentuali per efficienza energetica e fonti rinnovabili

Per gli interventi di efficienza energetica disciplinati dagli articoli 38 e 38-bis del Regolamento GBER, l’intensità di aiuto varia in base alla dimensione dell’impresa e alle caratteristiche dell’investimento.

Le piccole e medie imprese possono beneficiare di maggiorazioni rispetto alle grandi imprese.

Sono previste ulteriori premialità per gli investimenti localizzati nelle aree assistite e, in specifiche condizioni, quando l’intervento produce un miglioramento significativo della prestazione energetica dell’edificio.

Per gli investimenti in energia rinnovabile disciplinati dall’articolo 41 GBER, le intensità possono arrivare fino al 65% per le piccole imprese, al 55% per le medie e al 45% per le grandi.

I sistemi di accumulo hanno percentuali specifiche e devono rispettare le condizioni previste, tra cui il collegamento diretto con l’impianto rinnovabile e l’assorbimento della quota minima di energia richiesta.

Digitalizzazione e consulenze

Per gli investimenti digitali previsti dall’articolo 28 GBER, l’intensità può arrivare fino al 50% per le PMI.

Le grandi imprese non possono accedere a questa specifica categoria di aiuto.

Le consulenze ordinarie strettamente collegate al programma sono ammissibili solo per le PMI, entro il limite del 4% dell’investimento complessivo.

Le consulenze ambientali ed energetiche possono invece beneficiare di intensità più elevate.

Possono comprendere diagnosi energetiche, studi ambientali, consulenze specialistiche e analisi ESG, nel limite previsto rispetto al valore complessivo del programma.

Questa voce può essere molto utile.

Un progetto da almeno un milione di euro non dovrebbe essere costruito sulla base di preventivi raccolti casualmente.

Ha bisogno di analisi energetiche, verifiche tecniche, sostenibilità finanziaria e coerenza tra le singole spese.

Quando si presenta la domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma Invitalia: dalle ore 12:00 del 15 luglio 2026 alle ore 17:00 del 15 settembre 2026.

Il legale rappresentante deve accedere tramite SPID, CIE o CNS.

È possibile conferire una delega a un altro soggetto per la presentazione della domanda.

Ogni impresa può presentare una sola istanza e ogni struttura o unità locale può essere inserita in una sola domanda.

La domanda deve essere firmata digitalmente e l’impresa deve disporre di una PEC attiva e correttamente registrata.

Non è un semplice click day

La presenza di una finestra temporale non significa che sia sufficiente arrivare per primi.

Le domande vengono valutate e devono superare un punteggio minimo.

Il progetto deve dimostrare qualità tecnica, sostenibilità economica, capacità gestionale, copertura finanziaria, impatto turistico e coerenza con gli obiettivi del Fondo.

L’istruttoria premia quindi i progetti maturi.

Un investimento energetico importante, ma privo di copertura finanziaria, può risultare debole.

Un piano economicamente sostenibile, ma costruito senza rispettare la soglia del 51%, può non essere ammissibile.

Una proposta ricca di software e interventi accessori, ma povera di investimenti trainanti, rischia di non superare la valutazione.

GreenTour non premia chi presenta più preventivi.

Premia chi presenta il progetto migliore.

Quali documenti bisogna preparare

La domanda richiede un piano d’impresa completo, dichiarazioni sui requisiti, schede tecniche degli interventi e documentazione economica, finanziaria e amministrativa.

Bisogna dimostrare la disponibilità delle strutture, la conformità urbanistica, la destinazione d’uso e la cantierabilità degli interventi.

Sono richieste anche informazioni sulla dimensione dell’impresa, sugli eventuali aiuti già ricevuti, sulla regolarità antimafia, sulla polizza catastrofale e sulla capacità tecnica e amministrativa di realizzare il progetto.

Per dimostrare la sostenibilità finanziaria possono essere necessarie lettere bancarie, delibere, disponibilità dei soci o prove dell’esistenza di mezzi propri.

È opportuno preparare in anticipo almeno:

  • ultimi bilanci depositati;
  • situazioni contabili aggiornate;
  • dichiarazioni fiscali;
  • documentazione bancaria;
  • preventivi dettagliati;
  • diagnosi e analisi energetiche;
  • titoli di disponibilità degli immobili;
  • autorizzazioni e verifiche urbanistiche;
  • documentazione premiale, come il rating di legalità.

Non conviene aspettare l’apertura della piattaforma per iniziare.

Un progetto di questa dimensione richiede settimane, spesso mesi, di preparazione.

Perché serve una verifica preliminare

La domanda più importante non è:

“La mia attività rientra tra quelle ammesse?”

Quella è solo la prima verifica.

Bisogna capire se l’impresa ha la capacità di sostenere un investimento da almeno un milione di euro, se gli interventi energetici raggiungono il 51%, se la struttura è cantierabile, se le spese rientrano nelle categorie corrette e se esiste una copertura finanziaria credibile.

Serve anche valutare il punteggio potenziale.

Presentare una domanda formalmente ammissibile, ma incapace di competere in graduatoria, significa investire tempo e risorse senza una reale strategia.

Una pre-fattibilità serve proprio a questo: capire prima se il progetto ha basi sufficienti per essere sviluppato.

Gli errori che possono indebolire la domanda

Il primo errore è trattare GreenTour come un bando per ristrutturare un albergo.

Il secondo è costruire il progetto partendo dagli interventi estetici e aggiungere alla fine qualche spesa energetica per raggiungere la soglia.

Il terzo è sottovalutare la capacità finanziaria richiesta.

Anche in presenza di fondo perduto e finanziamento agevolato, l’impresa deve dimostrare di poter realizzare il programma e sostenere la parte non coperta.

Il quarto errore è confondere le percentuali massime teoriche con il contributo effettivo.

Le intensità cambiano in base alla categoria della spesa e al regime di aiuto applicato.

Il quinto è arrivare troppo tardi.

Quando mancano analisi energetiche, autorizzazioni, schede tecniche e documentazione bancaria, non basta compilare più velocemente il modulo.

Perché rivolgersi a un consulente esperto

GreenTour è una misura molto interessante. Ma è anche complessa.

Richiede competenze di finanza agevolata, analisi economico-finanziaria, progettazione tecnica, regolamenti europei sugli aiuti di Stato e conoscenza del settore turistico.

Un consulente non serve solo a caricare la domanda.

Serve a verificare se il progetto è realmente ammissibile e competitivo.

Serve a distinguere gli interventi trainanti da quelli trainati.

Serve a controllare le percentuali applicabili alle diverse spese.

Serve a coordinare impresa, tecnici, progettisti, fornitori, banca e commercialista.

E serve soprattutto a evitare che un investimento importante venga impostato male fin dall’inizio.

GreenTour 2026: richiedi una consulenza gratuita

Se gestisci un albergo, un villaggio turistico, un campeggio, un centro benessere, una struttura ricettiva o un’altra impresa del settore turistico e stai programmando un investimento da almeno un milione di euro, questo è il momento di verificare il progetto.

Non aspettare il 15 luglio per capire se gli interventi raggiungono la soglia energetica richiesta.

Non aspettare l’apertura della piattaforma per scoprire che manca una diagnosi, un’autorizzazione o una copertura finanziaria.

Con una consulenza gratuita possiamo analizzare in anticipo:

  • requisiti dell’impresa;
  • codice ATECO e attività svolta;
  • valore e composizione dell’investimento;
  • percentuale degli interventi trainanti;
  • spese digitali, ESG e accessorie;
  • copertura economico-finanziaria;
  • documentazione disponibile;
  • potenziale accesso alle agevolazioni.

L’obiettivo non è presentare una domanda a tutti i costi.

È capire se il tuo progetto ha le caratteristiche per diventare una candidatura seria, sostenibile e competitiva.

Contattaci e richiedi una consulenza gratuita per la pre-fattibilità del tuo progetto GreenTour 2026. Prima valuteremo l’investimento, poi ti diremo con chiarezza se e come conviene procedere.

 

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