Il paradosso del “Fondo Perduto”: perché a volte un finanziamento a tasso zero è più vantaggioso

Quando un imprenditore sente parlare di finanza agevolata, nella maggior parte dei casi pensa subito a una sola cosa: “Quanto c’è a fondo perduto?”

Ed è normale.

L’idea di ricevere un contributo che non deve essere restituito è ovviamente molto attraente.

Il problema è che molte aziende si fermano lì.

Guardano solo la percentuale del contributo senza analizzare davvero:

  • la struttura dell’incentivo,
  • i tempi,
  • la sostenibilità finanziaria,
  • la cumulabilità,
  • l’impatto reale sull’azienda.

Ed è qui che nasce il vero paradosso della finanza agevolata: a volte un finanziamento a tasso zero può essere molto più vantaggioso di un contributo a fondo perduto.

Perché il fondo perduto non è sempre la soluzione migliore

Il fondo perduto è sicuramente uno strumento molto interessante.

Si tratta infatti di un contributo che copre una parte delle spese sostenute dall’impresa senza obbligo di restituzione.

Ma c’è un dettaglio che molte aziende sottovalutano:
molto spesso il fondo perduto copre solo una parte limitata dell’investimento.

E soprattutto:
non sempre è lo strumento più efficiente per sostenere la crescita aziendale.

Perché nella realtà succede spesso questo:

  • il contributo è interessante,
  • ma l’investimento resta comunque molto pesante,
  • i tempi di erogazione sono lunghi,
  • la liquidità iniziale richiesta è elevata,
  • oppure il progetto resta troppo piccolo rispetto alle reali esigenze dell’impresa.

Il vantaggio che molti non vedono nel tasso zero

Ed è qui che entra in gioco il finanziamento agevolato.

Un finanziamento a tasso zero o a tasso fortemente agevolato permette infatti all’impresa di:

  • distribuire il costo dell’investimento nel tempo,
  • mantenere maggiore liquidità,
  • realizzare investimenti più grandi,
  • accelerare crescita e innovazione.

Ed è proprio questo il punto che molte aziende non considerano.

Perché spesso l’obiettivo non dovrebbe essere:

“Come spendo meno?”

Ma:

“Come faccio a crescere meglio senza bloccare finanziariamente l’azienda?”

Facciamo un esempio molto semplice

Immaginiamo due aziende.

La prima ottiene:

  • 40% a fondo perduto,
  • ma deve anticipare il restante 60% immediatamente.

La seconda invece ottiene:

  • un finanziamento a tasso zero,
  • durata lunga,
  • preammortamento,
  • possibilità di mantenere liquidità in azienda,
  • cumulabilità con altri incentivi.

A prima vista sembrerebbe più conveniente la prima opzione.

Ma nella realtà spesso succede il contrario.

Perché la seconda azienda:

  • riesce a investire di più,
  • mantiene cassa,
  • non si espone finanziariamente in modo pesante,
  • continua a lavorare con maggiore equilibrio finanziario.

Ed è proprio qui che molte imprese iniziano a capire che la vera convenienza non si misura solo sulla percentuale del contributo.

La liquidità vale più del contributo

Molti imprenditori sottovalutano un concetto fondamentale:
la liquidità aziendale ha un valore enorme.

Bloccare tutta la cassa per ottenere un contributo elevato può diventare molto più rischioso rispetto a:

  • diluire l’investimento,
  • mantenere margine finanziario,
  • sostenere la crescita nel tempo.

Soprattutto in una fase economica in cui:

  • i costi aumentano,
  • il credito bancario è più selettivo,
  • i mercati sono instabili.

Ed è per questo che negli ultimi anni molte misure pubbliche stanno andando sempre di più verso:

  • finanziamenti agevolati,
  • tassi calmierati,
  • strumenti di accesso al credito,
  • combinazioni tra fondo perduto e finanziamento.

E poi c’è la cumulabilità

Questo è probabilmente l’aspetto più sottovalutato di tutti.

Molte imprese ragionano sui bandi come se fossero strumenti separati.

In realtà il vero vantaggio nasce spesso dalla possibilità di combinare più agevolazioni insieme.

Ed è qui che un finanziamento agevolato diventa estremamente potente.

Perché molto spesso può essere cumulabile con:

  • crediti d’imposta,
  • beni strumentali,
  • incentivi regionali,
  • altri contributi.

E improvvisamente un investimento che sembrava difficile da sostenere diventa molto più accessibile.

Le imprese più evolute ragionano diversamente

Le aziende più strutturate raramente guardano solo la percentuale del contributo.

Guardano invece:

  • il costo reale del capitale,
  • la sostenibilità finanziaria,
  • la leva finanziaria,
  • il ritorno dell’investimento,
  • la velocità di crescita,
  • l’impatto sul cash flow.

Perché un’impresa cresce quando riesce a investire in modo sostenibile, non quando ottiene semplicemente il contributo più alto.

Il caso SIMEST spiega bene questo concetto

Un esempio molto chiaro è rappresentato dai finanziamenti agevolati SIMEST.

Molte imprese inizialmente restano “deluse” perché vedono quote a fondo perduto relativamente basse.

Poi però scoprono che la misura offre:

  • tasso agevolato vicinissimo allo zero,
  • durata lunga,
  • preammortamento,
  • anticipi importanti,
  • rafforzamento patrimoniale,
  • cumulabilità con altri strumenti.

E a quel punto iniziano a capire che il vero vantaggio non era solo il contributo.

Era la possibilità di realizzare investimenti molto più importanti senza compromettere la stabilità finanziaria aziendale.

L’errore che fanno molte aziende

Molte imprese cercano:

“il bando con la percentuale più alta”.

Ma spesso la domanda giusta sarebbe:

“Qual è lo strumento più intelligente per la mia azienda?”

Perché esistono situazioni in cui:

  • il fondo perduto è perfetto,
  • altre in cui il tasso zero è molto più efficiente,
  • e altre ancora dove la soluzione migliore nasce dalla combinazione dei due.

Il fondo perduto resta uno strumento estremamente utile.

Ma pensare che sia sempre automaticamente la soluzione migliore è uno degli errori più comuni nella finanza agevolata.

Perché oggi le imprese hanno bisogno soprattutto di:

  • sostenibilità finanziaria,
  • liquidità,
  • capacità di investimento,
  • crescita strutturata,
  • equilibrio economico.

Ed è proprio per questo che in molti casi un finanziamento a tasso zero può diventare molto più vantaggioso di un semplice contributo a fondo perduto.

La vera differenza non la fa il nome dell’incentivo.

La fa il modo in cui viene costruita la strategia finanziaria dell’impresa.

Molte aziende cercano il contributo più alto. Quelle che crescono davvero cercano la strategia migliore.


Contattaci per capire quali strumenti di finanza agevolata possono aiutarti a investire senza mettere sotto pressione la liquidità aziendale.

 
 
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