Il Voucher Cloud non è solo per aziende informatiche: scopri se puoi richiederlo

Quando si parla di cloud e sicurezza informatica, molte imprese pensano che gli incentivi siano riservati alle aziende tecnologiche. In realtà, il Voucher Cloud & Cybersecurity non finanzia chi vende servizi informatici, ma chi ha bisogno di acquistarli per rendere la propria attività più efficiente e sicura.

Il bando è aperto alle PMI e ai lavoratori autonomi di qualsiasi settore, purché rispettino le condizioni previste e acquistino soluzioni nuove, aggiuntive o più avanzate rispetto a quelle già utilizzate.

Conoscere i requisiti per il Voucher Cloud & Cybersecurity permette di capire subito se esistono le condizioni per richiedere il contributo, prima di scegliere software, servizi e fornitori.

Chi può richiedere il Voucher Cloud & Cybersecurity?

Il contributo può essere richiesto da:

  • micro, piccole e medie imprese;
  • lavoratori autonomi;
  • professionisti iscritti a un ordine, quando l’iscrizione è richiesta per esercitare l’attività.

La misura è disponibile su tutto il territorio nazionale e non è limitata alle imprese informatiche. Può quindi interessare aziende manifatturiere, attività commerciali, studi professionali e imprese di servizi che vogliono migliorare la gestione dei dati, la collaborazione digitale, la continuità operativa o la protezione dei propri sistemi.

I lavoratori autonomi non obbligati all’iscrizione nel Registro delle imprese devono essere titolari di partita IVA e, quando necessario, risultare iscritti all’ordine professionale di riferimento.

I requisiti per il Voucher Cloud & Cybersecurity

Per accedere al bando non basta essere una PMI o un lavoratore autonomo. Il richiedente deve possedere una serie di requisiti al momento della presentazione della domanda.

In particolare, le imprese devono:

  • essere regolarmente costituite;
  • essere iscritte e attive nel Registro delle imprese;
  • trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
  • non essere in liquidazione volontaria;
  • non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • rispettare gli obblighi relativi alla polizza contro calamità naturali ed eventi catastrofali, quando applicabili;
  • non avere aiuti illegali o incompatibili non restituiti;
  • non operare nei settori esclusi dal regolamento “de minimis”;
  • non trovarsi in una delle condizioni ostative previste dalla normativa.

Per i lavoratori autonomi, questi requisiti vengono applicati tenendo conto della natura dell’attività e della forma con cui viene esercitata.

Il bando è valido in tutta Italia?

Sì. Il Voucher Cloud & Cybersecurity è rivolto alle PMI e ai lavoratori autonomi che operano su tutto il territorio nazionale.

Questo significa che possono presentare domanda sia i soggetti con sede nel Centro-Nord sia quelli localizzati nel Mezzogiorno.

Una parte delle risorse è però riservata ai piani di spesa realizzati nelle seguenti regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

La dotazione complessiva è pari a 150 milioni di euro. Di questi, 71.065.813,34 euro sono riservati ai progetti realizzati nelle otto regioni indicate. Non si tratta quindi di un bando esclusivamente meridionale, ma di una misura nazionale con una quota territoriale dedicata.

È necessario avere una connessione da almeno 30 Mbps?

Sì. Tra i principali requisiti per il Voucher Cloud & Cybersecurity c’è la disponibilità di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con una velocità minima in download di 30 Mbps.

Il contratto deve essere attivo al momento della presentazione della domanda.

Non basta, quindi, che la velocità sia teoricamente disponibile nella zona in cui opera l’impresa. Il richiedente deve disporre effettivamente di un contratto conforme al requisito richiesto.

Prima di presentare la domanda è opportuno controllare:

  • l’intestatario del contratto;
  • la sede alla quale si riferisce la connessione;
  • la velocità minima prevista;
  • la documentazione utile a dimostrare il possesso del requisito.

Il Ministero indica espressamente il contratto di connettività da almeno 30 Mbps come condizione di accesso alla misura.

Che cosa significa rispettare il regime “de minimis”?

Il contributo viene concesso nell’ambito del regime europeo denominato “de minimis”.

Questo regime stabilisce un limite agli aiuti pubblici che una singola impresa, considerando anche le eventuali imprese collegate rilevanti, può ricevere in un determinato periodo.

Prima di richiedere il voucher è quindi necessario verificare gli aiuti “de minimis” già ottenuti. Se il plafond disponibile non è sufficiente, il contributo potrebbe essere ridotto oppure non concedibile.

Il controllo non dovrebbe limitarsi alla singola società quando esistono partecipazioni, collegamenti o rapporti di controllo con altre imprese. La disponibilità residua deve essere verificata considerando la nozione europea di “impresa unica”.

Il Voucher prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro.

È possibile acquistare da qualsiasi fornitore?

No. Questo è uno degli aspetti più importanti del bando.

I prodotti e i servizi finanziati devono essere acquistati da soggetti presenti nell’elenco dei fornitori abilitati istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Non è sufficiente che il fornitore sia un’azienda informatica o che venda una soluzione apparentemente coerente con il bando. Devono risultare ammessi:

  1. il fornitore scelto;
  2. lo specifico prodotto o servizio acquistato.

L’iscrizione nell’elenco abilita infatti il fornitore a erogare soltanto i servizi e i prodotti dichiarati e riconosciuti nell’ambito della procedura ministeriale.

Anche un soggetto presente nell’elenco dei fornitori può presentare domanda come beneficiario, purché acquisti i servizi da un altro fornitore abilitato e non da sé stesso.

Il servizio deve essere nuovo o può sostituire una soluzione già utilizzata?

Il voucher non è pensato per finanziare la semplice prosecuzione di un servizio già in uso senza alcun miglioramento.

La misura sostiene l’acquisto di:

  • soluzioni nuove e aggiuntive rispetto a quelle già disponibili;
  • soluzioni tecnologicamente più avanzate;
  • servizi capaci di migliorare il livello di sicurezza rispetto agli strumenti utilizzati dall’impresa.

Un’azienda che possiede già un servizio cloud o un sistema di cybersecurity può quindi partecipare, ma deve dimostrare che il nuovo acquisto rappresenta un miglioramento concreto.

La differenza tra la soluzione attuale e quella proposta deve essere chiara nel piano di spesa.

Non serve essere un’impresa informatica

Un ristorante che vuole proteggere il sistema di prenotazione, un’impresa manifatturiera che deve mettere al sicuro i dati di produzione o uno studio professionale che vuole trasferire documenti e applicazioni su un’infrastruttura cloud possono essere potenziali beneficiari.

Il punto non è il settore di appartenenza, ma la necessità di adottare una soluzione digitale più efficace e sicura.

Naturalmente, il possesso dei requisiti aziendali non rende qualsiasi acquisto finanziabile. Il servizio deve rientrare tra quelli ammessi, essere acquistato da un fornitore presente nell’elenco ministeriale e risultare nuovo, aggiuntivo o più avanzato rispetto alla situazione esistente.

Quando si può presentare la domanda?

La procedura è articolata in due fasi:

  • dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026 è possibile precompilare la domanda;
  • dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 è possibile effettuare l’invio;
  • lo sportello chiude alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento delle risorse o successive comunicazioni.

Ogni soggetto può presentare una sola domanda. L’agevolazione viene concessa attraverso una procedura valutativa a sportello.

Checklist prima di scegliere il fornitore

Prima di richiedere un’offerta, verifica se:

  • sei una PMI o un lavoratore autonomo;
  • l’attività è regolarmente avviata;
  • possiedi una partita IVA attiva;
  • sei iscritto al Registro delle imprese o all’ordine professionale, quando richiesto;
  • disponi di una connessione con velocità minima di 30 Mbps;
  • sei in regola con gli obblighi assicurativi applicabili;
  • possiedi capienza nel regime “de minimis”;
  • la soluzione rappresenta un miglioramento rispetto a quella già utilizzata;
  • il fornitore e il prodotto sono presenti nell’elenco ministeriale.

Una risposta positiva a queste domande costituisce un primo punto di partenza. Sarà poi necessario verificare il piano di spesa e la documentazione richiesta.

Rispondi a poche domande e verifica gratuitamente i primi requisiti di accesso al Voucher Cloud & Cybersecurity.

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