Hai già registrato il tuo marchio all’estero? Marchi+ 2026 può rimborsare parte delle spese

Registrare un marchio europeo o internazionale è una scelta importante: protegge l’identità dell’azienda mentre cresce su nuovi mercati. Poi arrivano fatture, consulenze e tasse. Si paga, si archivia e si passa al prossimo impegno.

E se una parte di quelle spese fosse agevolabile? Il Bando Marchi+ 2026 sostiene le micro, piccole e medie imprese nella tutela dei marchi all’estero. La dotazione è di 2 milioni di euro e lo sportello apre il 3 dicembre 2026 alle ore 12:00.

Misura A e Misura B: qual è la differenza?

La Misura A riguarda la registrazione dei marchi dell’Unione europea presso EUIPO. La Misura B riguarda la registrazione internazionale presso OMPI. Sono due percorsi diversi, con requisiti e limiti di contributo distinti.

La Misura A prevede un contributo ordinario fino all’80% delle spese ammissibili, entro 6.000 euro per marchio; la Misura B fino al 90%, entro 9.000 euro. In presenza della certificazione

della parità di genere, il bando prevede percentuali maggiorate nei limiti stabiliti. Le percentuali non si applicano indistintamente a qualsiasi fattura.

Perché non basta aver depositato il marchio

Per la Misura A occorre verificare che la registrazione EUIPO sia stata ottenuta; per la Misura B che sia intervenuta la pubblicazione OMPI prevista. Le date delle attività e la titolarità del marchio devono rispettare le condizioni del bando.

La misura non è pensata per finanziare indistintamente un logo da progettare domani. E un marchio registrato soltanto in Italia non coincide con una registrazione europea o internazionale ammissibile. Prima di inviare una richiesta, controlla certificati e documentazione.

Quali spese possono essere rimborsate?

Il bando prende in considerazione specifici servizi specialistici esterni e spese legate alla registrazione: progettazione della rappresentazione del marchio nei casi ammessi, assistenza al deposito, ricerche di anteriorità, assistenza legale per le attività previste e tasse pertinenti. Ogni voce ha condizioni e massimali propri.

Non rientrano automaticamente campagne pubblicitarie, gestione social, siti web e attività generiche di marketing. Il nome del bando può trarre in inganno: qui si parla di tutela del marchio, non di promozione commerciale.

Il 3 dicembre si avvicina: cosa preparare?

Lo sportello apre alle 12:00 del 3 dicembre 2026. Le domande sono valutate in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse.

Prima di quella data è utile recuperare attestazioni EUIPO o OMPI, fatture, pagamenti, documentazione societaria e dati sulla titolarità del marchio.

Con una dotazione limitata, il giorno dell’apertura dovrebbe servire a presentare una domanda già verificata, non a cercare l’ultima fattura nella posta elettronica.

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